Come le tende da sole migliorano il comfort nelle nostre case in estate

Durante i mesi estivi, garantire un ambiente domestico confortevole diventa una priorità e, in questo contesto, le tende da sole rappresentano una soluzione efficace per migliorare la vivibilità degli spazi interni ed esterni. Grazie alla loro capacità di schermare i raggi UV e ridurre il calore solare diretto, questi dispositivi favoriscono un risparmio energetico significativo, limitando l’uso dei condizionatori d’aria. Inoltre, prodotti come pergole bioclimatiche e cappottine si integrano armoniosamente con balconi e terrazzi, offrendo protezione anche da pioggia e vento. Scegliere tende motorizzate o manuali permette di personalizzare l’esperienza d’ombra secondo le esigenze individuali della casa moderna.

Come le tende da sole migliorano il comfort nelle nostre case in estate

Inoltre, l’installazione di tende da sole contribuisce a creare zone d’ombra piacevoli e funzionali sia in giardino che su verande o porticati, trasformando gli spazi esterni in vere e proprie aree relax dove trascorrere momenti conviviali anche nelle ore più calde. Grazie alle innovative tecnologie dei tessuti tecnici filtranti, come quelli microforati o acrilici, è possibile ottenere una protezione efficace senza rinunciare alla luminosità naturale degli ambienti interni. Le strutture modulari delle tende consentono un adattamento preciso a ogni tipo di facciata e dimensione degli infissi, valorizzando l’estetica dell’edificio e aumentando il valore complessivo della proprietà. L’automazione integrata permette inoltre la gestione intelligente dell’apertura e della chiusura attraverso sensori vento-sole o comandi domotici, assicurando sicurezza ed efficienza energetica ottimali. Tra le soluzioni più apprezzate figurano i bracci estensibili per finestre panoramiche e i teli avvolgibili per pergolati moderni, che si distinguono per durata nel tempo e facilità di manutenzione. In sintesi, le tende da sole rappresentano uno strumento versatile non solo per aumentare il comfort termico durante l’estate ma anche per migliorare la fruibilità degli ambienti domestici in tutte le stagioni, garantendo privacy, design raffinato ed elevata qualità abitativa. Per chi vive in Friuli Venezia Giulia, scegliere servizi di tende da sole a Trieste garantisce rilievi precisi, installazioni rapide e assistenza post‑vendita dedicata.

Per chi desidera ottimizzare l’efficienza energetica della propria abitazione, le tende da sole si integrano perfettamente con sistemi di schermatura solare come pergole bioclimatiche e frangisole orientabili, riducendo la necessità di climatizzazione e contribuendo al rispetto delle normative vigenti in materia di risparmio energetico. Aziende leader del settore come Gibus, Pratic e KE Outdoor Design offrono soluzioni su misura che si adattano armoniosamente all’architettura contemporanea e tradizionale, proponendo una vasta gamma di colori RAL, tessuti impermeabili Tempotest Parà e motorizzazioni Somfy per garantire massima personalizzazione ed efficienza d’uso. L’affidabilità dei materiali impiegati assicura resistenza agli agenti atmosferici e semplicità nelle operazioni di pulizia o sostituzione dei teli; inoltre, la possibilità di integrare illuminazione LED o sensori crepuscolari rende le tende da sole un investimento intelligente anche dal punto di vista tecnologico. Sia nelle nuove costruzioni sia negli interventi di ristrutturazione edilizia, queste soluzioni rappresentano una scelta sostenibile che valorizza il comfort abitativo senza trascurare l’estetica dell’edificio.

Grazie alle innovazioni introdotte nel settore, le tende da sole possono essere facilmente abbinate a sistemi domotici avanzati come quelli proposti da Somfy e Nice, consentendo la gestione automatizzata dell’ombreggiamento in base all’esposizione solare o alle condizioni meteorologiche. L’integrazione con serramenti ad alta efficienza energetica e vetri basso emissivi rafforza ulteriormente l’isolamento termico degli ambienti interni, favorendo una sensibile riduzione dei consumi energetici. Soluzioni come i frangisole orientabili di Schüco o le pergole bioclimatiche KE permettono inoltre una modulazione personalizzata della luce naturale, migliorando il benessere abitativo e proteggendo arredi ed infissi dai raggi UV. Nell’ambito delle detrazioni fiscali previste dall’Ecobonus e dal Superbonus 110%, l’acquisto e la posa di schermature solari rappresentano un’opportunità concreta per incrementare il valore dell’immobile rispettando gli standard europei in materia di sostenibilità ambientale. I professionisti del settore sapranno consigliare la soluzione più idonea tra zanzariere integrate, teli microforati resistenti al vento firmati Dickson Constant o strutture modulari compatibili con le caratteristiche specifiche di ciascun edificio residenziale.…

Come scegliere i pantaloni da kayak per la massima comodità in acqua

Scegliere i pantaloni da kayak per la massima comodità in acqua richiede un’attenta valutazione di diversi fattori fondamentali, soprattutto per chi pratica kayak da tempo o si avvicina per la prima volta a questa disciplina. Tra le principali considerazioni da tenere a mente rientrano il materiale di fabbricazione, il grado di impermeabilità e traspirabilità, la vestibilità e la compatibilità con il resto dell’abbigliamento tecnico come giacche impermeabili e scarpe da kayak. I pantaloni kayak di qualità sono realizzati in tessuti tecnici come il neoprene o il Gore-Tex, noti per la loro eccellente resistenza all’acqua e capacità di mantenere il calore corporeo anche nelle condizioni più fredde. È importante valutare anche la presenza di cuciture termosaldate, che impediscono infiltrazioni d’acqua, e di rinforzi in corrispondenza delle ginocchia e del sedile, aree soggette a maggiore usura durante le uscite in kayak sit-on-top o kayak da mare. Per garantire una libertà di movimento ottimale, i pantaloni devono offrire una vestibilità ergonomica e regolazioni tramite cinturini o velcri in vita e alle caviglie. Inoltre, un buon paio di pantaloni impermeabili per kayak dovrebbe essere facilmente abbinabile a calzari in neoprene e garantire un’adeguata traspirazione, evitando così l’effetto sauna durante le lunghe pagaiate. Alcuni modelli includono anche rinforzi antiscivolo e dettagli riflettenti per una maggiore sicurezza e visibilità. Prima dell’acquisto è utile consultare le recensioni di altri kayaker esperti e valutare le esigenze personali: ad esempio, per il kayak fluviale potrebbe essere preferibile un modello più aderente e robusto, mentre per escursioni in acque tranquille è consigliabile privilegiare la leggerezza e il comfort. Non bisogna dimenticare di considerare anche la facilità di manutenzione dei pantaloni tecnici: alcuni possono essere lavati facilmente a mano o in lavatrice senza perdere le loro proprietà isolanti e impermeabili. In sintesi, investire nella scelta dei pantaloni kayak adeguati significa assicurarsi prestazioni elevate e benessere durante ogni uscita in acqua, sia che si pratichi canoa sportiva, escursionismo acquatico o semplici uscite ricreative con amici e famiglia.

Oltre agli aspetti tecnici già considerati, è fondamentale soffermarsi anche sulla stagionalità e sulle condizioni climatiche in cui si intende utilizzare i pantaloni da kayak impermeabili Sandiline. In ambienti particolarmente freddi o durante le uscite invernali, è consigliabile optare per modelli con isolamento termico aggiuntivo o stratificabili con un intimo tecnico, mentre nelle stagioni più calde sarà preferibile indossare pantaloni traspiranti e leggeri, come quelli realizzati in tessuti a rapida asciugatura. Un ulteriore elemento spesso trascurato è la compatibilità dei pantaloni kayak con la muta stagna (dry suit), essenziale per chi pratica kayak da torrente o sea kayaking in acque fredde: alcuni produttori come Palm Equipment, NRS e Yak offrono soluzioni appositamente progettate per integrarsi perfettamente con altri capi tecnici. Vale la pena considerare anche la presenza di tasche impermeabili o zip termosaldate, utilissime per portare piccoli oggetti personali come chiavi, cellulare in custodia waterproof o snack energetici senza rischiare che si bagnino. Per chi pratica kayak da mare su lunghe distanze, oppure partecipa a spedizioni di più giorni, il comfort prolungato diventa prioritario: scegliere pantaloni che non stringano né creino punti di pressione dopo diverse ore seduti può fare una grande differenza. Infine, ricordiamo l’importanza della protezione dai raggi UV: molti modelli includono trattamenti specifici contro i raggi solari per evitare scottature e garantire una maggiore durata del tessuto nel tempo. Orientarsi tra le tante proposte disponibili richiede attenzione ai dettagli e conoscenza delle proprie abitudini sul kayak; solo così sarà possibile trovare il modello ideale che accompagni ogni avventura acquatica al massimo del comfort e della sicurezza.

Scegliere pantaloni kayak adatti significa anche valutare la resistenza all’abrasione, fondamentale per chi affronta rapide o trasbordi su terreni accidentati, dove il contatto con rocce e vegetazione può mettere a dura prova i materiali. Brand come Hiko, Peak UK e Sandiline si distinguono proprio per l’uso di tessuti rinforzati nelle aree più esposte, garantendo così una maggiore longevità del capo. Inoltre, un fattore da non sottovalutare è la regolabilità dei polsini alla caviglia, che nei modelli avanzati avviene tramite chiusure in velcro o neoprene: questa caratteristica non solo impedisce infiltrazioni d’acqua durante l’imbarco o lo sbarco, ma contribuisce anche a mantenere asciutti i calzari tecnici come quelli della Astral o della Kokatat. Per gli appassionati di kayak fishing, poi, alcuni pantaloni sono dotati di rinforzi antiscivolo nella zona posteriore e sulle ginocchia, offrendo stabilità sia durante la pagaiata sia nelle fasi di pesca. Considerare tutti questi aspetti tecnici permette di investire con consapevolezza in un equipaggiamento che risponda alle specifiche esigenze di ogni disciplina legata al kayak.

Un altro elemento importante nella scelta dei pantaloni kayak è la traspirabilità, soprattutto per chi pratica kayak touring o sea kayaking su lunghe distanze: materiali come il Gore-Tex o i tessuti proprietari di Palm Equipment e NRS permettono di evacuare rapidamente l’umidità, mantenendo comfort anche dopo ore in acqua. Accanto alla resistenza all’acqua, va valutata anche la facilità di integrazione con giacche dry top o semi-dry, per garantire una protezione ottimale dalle intemperie. Alcuni modelli includono tasche impermeabili o punti di attacco per accessori, utili per chi necessita di tenere a portata di mano piccoli attrezzi, coltelli da sicurezza o dispositivi di comunicazione durante le escursioni fluviali. Infine, scegliere pantaloni kayak certificati secondo gli standard CE offre un’ulteriore garanzia sulla qualità costruttiva e sulla sicurezza in caso di utilizzo intensivo in ambienti impegnativi come torrenti, laghi alpini o durante spedizioni avventurose con club come FICK (Federazione Italiana Canoa Kayak) e British Canoeing.

Inoltre, per gli appassionati di kayak che praticano discipline come il whitewater o il sea kayaking in condizioni variabili, risulta fondamentale valutare pantaloni kayak dotati di rinforzi nelle zone soggette a maggiore usura—come ginocchia e seduta—per aumentare la durata nel tempo. Brand specializzati quali Kokatat, Yak Adventure Equipment e Hiko Sport propongono soluzioni tecniche con cuciture termosaldate e chiusure regolabili in vita e alle caviglie, elementi che contribuiscono a prevenire infiltrazioni d’acqua durante le manovre più dinamiche. L’integrazione con calzari impermeabili o scarpe specifiche da canoa garantisce poi una protezione completa anche nei tratti di imbarco-sbarco su terreni scivolosi o sassosi. Considerando anche la gamma taglie offerta da produttori riconosciuti come Sweet Protection e Sandiline, ciascun kayaker può trovare la vestibilità ideale per massimizzare l’agilità senza sacrificare comfort o sicurezza.…

La riduzione del seno: tutto quello che devi sapere

La riduzione del seno è un intervento chirurgico che ha lo scopo di ridurre il volume e modificare la forma delle mammelle. Questa procedura, conosciuta anche come reduction mammoplasty, può essere effettuata per ragioni estetiche o per alleviare i disagi fisici associati a un seno troppo grande, come dolori alla schiena, al collo o problemi posturali. Prima di sottoporsi a una riduzione seno è importante informarsi su vari aspetti: da quali sono le possibili complicazioni ai tempi di recupero previsti. Il primo passaggio fondamentale è scegliere un chirurgo plastico esperto in questo tipo d’intervento. È essenziale discutere apertamente con lui o lei riguardo le proprie aspettative e dubbi per arrivare ad una decisione consapevole. Le tecniche utilizzate per la riduzione del seno possono variare notevolmente a seconda della struttura anatomica della paziente, dell’entità della riduzione desiderata e delle preferenze personali. L’intervento prevede l’asportazione del tessuto mammarino in eccesso, la rimodellazione del restante tessuto e spesso anche il riposizionamento del capezzolo. La cicatrice risultante dipende dalla tecnica utilizzata: può essere attorno all’areola, verticale verso il basso dal bordo inferiore dell’areola o orizzontale lungo la piega sotto il seno. Dopo l’intervento ci si potrebbe sentire stanchi e avere dolore nei primi giorni; sarà necessario indossare un reggiseno speciale per sostenere il seno durante la guarigione. Il ritorno alle normali attività quotidiane avviene solitamente entro due settimane dall’intervento. Ricorda sempre che ogni corpo reagisce diversamente alla chirurgia ed è quindi cruciale seguire attentamente le indicazioni fornite dal medico nel post-operatorio. In conclusione, una corretta informazione unita ad una scelta consapevole sono gli elementi chiave prima di sottoporsi a qualsiasi intervento estetico o chirurgico come la riduzione del seno.

I benefici della riduzione del seno

La riduzione del seno può offrire numerosi benefici fisici ed emotivi. Dal punto di vista fisico, una riduzione mammoplastica può alleviare i problemi di schiena, collo e spalle causati da un seno molto pesante. Può anche aiutare a migliorare la postura e ad eliminare il disagio durante l’attività fisica. Dal punto di vista emotivo, la riduzione del seno può portare ad un miglioramento dell’autostima e della sicurezza in sé stesse per molte donne, che possono sentirsi più a loro agio con il proprio corpo. Inoltre, è importante sottolineare che le tecniche chirurgiche moderne rendono l’intervento di riduzione del seno sempre più sicuro ed efficace. È quindi fondamentale informarsi adeguatamente e rivolgersi a medici esperti per fare la scelta migliore per la propria salute e il proprio benessere.

La riduzione del seno: tutto quello che devi sapere

Il processo chirurgico per la riduzione del seno

Il processo chirurgico per la riduzione del seno è relativamente complesso e richiede un’ampia esperienza da parte del chirurgo. L’intervento consiste nel rimuovere l’eccesso di tessuto adiposo, ghiandolare e cutaneo dal seno. Inoltre, il medico potrebbe dover spostare l’areola e il capezzolo in una posizione più elevata per mantenere un aspetto naturale. Questa procedura può migliorare notevolmente la qualità della vita delle pazienti che soffrono di problemi fisici o psicologici a causa dell’eccessivo peso dei loro seni. La ‘riduzione seno’, infatti, non solo migliora l’aspetto estetico ma anche la salute generale della donna.

Durante il processo chirurgico, il paziente è solitamente sotto anestesia generale. L’incisione viene effettuata intorno all’areola, scendendo verticalmente dal bordo inferiore dell’areola fino alla piega del seno e poi orizzontalmente lungo la piega stessa. Dopo aver rimosso l’eccesso di tessuto, il chirurgo ridisegna la forma del seno e riposiziona l’areola e il capezzolo. Il tempo di recupero varia da persona a persona ma generalmente si può tornare alle normali attività dopo qualche settimana. La ‘riduzione seno’ può lasciare cicatrici visibili, anche se queste tendono a sbiadire nel tempo con le giuste cure post-operatorie. È importante sottolineare che ogni intervento ha i suoi rischi e complicanze potenziali quindi è fondamentale discutere dettagliatamente con il proprio medico prima di procedere.…

Che cos’è l’ortodonzia?

L’ortodonzia è una specialità odontoiatrica che si occupa di correggere le anomalie della posizione dei denti e della bocca. È uno dei settori più importanti dell’odontoiatria moderna, che mira a migliorare l’estetica della bocca e dei denti, la funzione masticatoria e la salute generale. Un trattamento di ortodonzia può aiutare a correggere le anomalie dentarie come l’allineamento e la posizione dei denti, l’occlusione dentale e l’articolazione della mandibola.

L’ortodonzia può essere una procedura complessa che richiede una diagnosi accurata, un piano di trattamento individualizzato e un’applicazione accurata del trattamento. Il dentista specializzato in ortodonzia, o ortodontista, può aiutare a risolvere i problemi di allineamento dei denti e di morso, utilizzando dispositivi come apparecchi, fasce, mascherine, placche e altri dispositivi ortodontici.

Un trattamento di ortodonzia può durare da uno a tre anni, a seconda dei problemi da affrontare. La maggior parte delle persone è in grado di completare il trattamento in pochi mesi, ma alcuni hanno bisogno di più tempo per ottenere risultati soddisfacenti. Durante il trattamento, il paziente dovrà sottoporsi a visite regolari presso l’ortodontista per controllare il progresso del trattamento e apportare eventuali modifiche.

Che cos'è l'ortodonzia?

L’ortodonzia può essere utilizzata per curare una serie di problemi dentali e della bocca, tra cui:

  • Allineamento irregolare dei denti
  • Problemi di morso, come un morso aperto o crociato
  • Visite di controllo per prevenire le malocclusioni
  • Problemi di allineamento della mandibola
  • Problemi di deglutizione
  • Problemi di respirazione
  • Problemi di sviluppo della mascella
  • Malocclusioni (malposizioni dentali)
  • Protrusione dei denti
  • Interdentale (spazi tra i denti)
  • Anomalia della posizione della mascella
  • Problemi di eruzione dei denti
  • Protrusione della mascella
  • Disfunzione temporo-mandibolare (DTM)

Un ortodontista può raccomandare un trattamento di ortodonzia a seconda del problema da affrontare. Il trattamento può includere apparecchi ortodontici fissi, come brackets, fasce, mascherine, placche e altri dispositivi, o apparecchi ortodontici mobili, come le mascherine a scomparsa. L’ortodontista può anche raccomandare un trattamento chirurgico per correggere i problemi più gravi.

L’ortodonzia può essere una scelta specifica per molti pazienti. Sebbene non sia l’unica opzione disponibile, l’ortodonzia può aiutare a risolvere i problemi dentali e a migliorare l’aspetto dei denti e della bocca. Se stai considerando un trattamento ortodontico, consulta un dentista specializzato in ortodonzia per verificare se è la scelta migliore per te.

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L’allegro casino Trieste

Tutti conoscono il casino Trieste da queste parti. E’ uno dei pochi posti che permette alla gente del luogo di divertirsi, di dimenticarsi che vivono nella povertà e che lavorano nelle miniere troppe ore, ogni giorno, per pochi soldi. 

Quest’area del mondo richiede una gran forza di volontà, bisogna essere attaccati alla vita se davvero si vuole esistere qui. E’ di certo una gran sfortuna nascere in questo contesto, ma purtroppo non possiamo scegliere dove venire al mondo. La steppa è arida, fredda, la terra qui quasi non da frutti, fa freddo tutto l’anno (d’inverno davvero molto). Anche la gente è dura, costretta com’è a venir su in povertà, rimboccandosi le maniche dalla tenera età. Di lavoro non ce n’è, se non quello offerto dalle miniere e, siccome andarsene costa ed è un rischio, la maggioranza accetta quel destino terribile che è la vita in miniera.

Alla fine di una durissima giornata sotto terra, la gente ha davvero bisogno di svago, per ricordarsi cosa vuol dire sorridere. Ecco che entra in gioco il famoso casino Trieste. Non si tratta di un vero e proprio casino, con le roulettes, la slot machines ed i tavoli per il poker, il blackjack o il bridge. Non si tratta neanche di un posto che intende riempire le casse dello Stato e svuotare quelle dei poveri minatori, già ben che poveri. Al contrario, il casino Trieste è sorto per alleviare le sofferenze di questa povera gente. E’ più un luogo di ritrovo tra paesani, certo, alcuni spendono i loro soldi al gioco d’azzardo, ma, non gli viene mai permesso di perdere troppi soldi. Il padrone del casino Trieste è uno di noi, un ex minatore che ha rinunciato a mangiare pur di mettere da parte i soldi per andarsene. E cosi ha fatto, per ventitré anni ha vissuto altrove, ed è riuscito a trovare un lavoro dignitoso in un casino che gli ha fatto guadagnare un bel po’ di soldi nel tempo. E lui ha imparato come questi ambienti funzionano ed ha deciso di regalarne uno a noi minatori. E’ cosi tornato in patria, ha costruito il casino Trieste e lo ha reso un posto per socializzare, ma anche un posto che, alle volte, permette di tirare su quel gruzzolo necessario ad andarsene, se uno vuole. E lui è sempre pronto a dispensare consigli su come cavarsela là fuori, nel resto del mondo. Certo, la maggior parte di noi finisce col bere o mangiare quei soldi vinti, ma c’è anche chi, grazie a lui, è riuscito a partire, ha avuto il coraggio di intraprendere il viaggio per una vita di certo migliore. Il casino Trieste è simbolo di serenità, di opportunità, di pace per noi viviamo la vita dura del minatore.…

Il ruolo del sistema nervoso nel collegare le percezioni e le emozioni alla memoria

Per tutti noi, è più che normale collegare alla memoria un pensiero complesso formato da percezioni ed emozioni. Eppure, tutto ciò, si realizza proprio grazie al nostro sistema nervoso. Infatti, il sistema nervoso fa molto di più che trasmettere informazioni ed elaborare gli ordini.

Perché certi odori ci riportano alla mente immediatamente un ricordo particolare? Sembra che la risposta stia nel sistema limbico, il quale comprende un insieme di circuiti neuronali e una serie di strutture cerebrali. Come per altri segmenti del cervello, il sistema limbico svolge un ruolo in molte funzioni e livelli di attività del sistema nervoso. Tratta sia la memoria che l’olfatto, ossia la nostra capacità di annusare gli odori.

Oltre a ciò, è responsabile di una serie di emozioni. Ad esempio, l’aroma che emana una casseruola sul fuoco, può farci da stimolo per afferrare un cucchiaio. Può anche ricordarci un pasto particolare che si è avuto prima e, quindi, ci può rendere felici, tristi o nostalgici.

Il sistema nervoso, sicuramente, è uno degli organi più complessi del nostro corpo. Consiste di varie parti e strutture che lavorano insieme utilizzando migliaia di collegamenti che svolgono diverse funzioni e collegano il cervello al resto del corpo. In estrema sintesi, si può asserire che il nostro sistema nervoso abbia tre essenziali funzioni. La prima, è una funzione di rilevamento sensibile attraverso ricevitori che rilevano tutte le modifiche nel corpo e nell’ambiente esterno. La seconda, è una funzione di integrazione e analisi delle informazioni che riceve dai ricevitori. La terza, è una funzione motoria che consente la contrazione delle varie cellule muscolari del corpo.

Il sistema nervoso, quindi, è composto da vari organi. Il nostro organismo comunica con l’ambiente attraverso questi organi e dirige anche molti meccanismi che si verificano all’interno del corpo. In questo contesto, i nervi del corpo, che consegnano molte informazioni, formano un sistema chiamato sistema nervoso periferico. Il cervello e il midollo spinale, invece, sono definiti come il sistema nervoso centrale. 

Andando a concludere, è, dunque, proprio in virtù delle dinamiche funzioni svolte dal nostro sistema nervoso che possiamo, in maniera che ci appare semplice e diretta, andare a collegare le percezioni e le emozioni alla nostra memoria.…

La rinoplastica: un metodo innovativo e sicuro per la chirurgia nasale

Tanto nel campo della chirurgia nasale, quanto in quello della chirurgia estetica, è indubbio che la rinoplastica abbia contribuito allo sviluppo di un metodo innovativo, sicuro e dagli ottimi risultati. Non per nulla, attraverso le diverse tecniche di rinoplastica, il chirurgo ha la possibilità di poter andare a modellare finemente e con estrema e assoluta precisione, le strutture ossee nasali.

Quindi, consente di poter far sì che vengano ad essere eseguite sia delle correzioni funzionali del naso e sia delle correzioni estetiche. In linea generale, il periodo di recupero dopo la rinoplastica non è particolarmente lungo. Difatti, di solito, il paziente che si va a sottoporre ad una rinoplastica, passata, circa, una settimana, potrà ritornare tranquillamente a quella che è la sua routine quotidiana, sfoggiando un naso armonioso, bello e con funzioni normali.

D’altra parte, la rinoplastica risulta essere un intervento di chirurgia nasale particolarmente utile tanto per risolvere definitivamente svariare problematiche, quanto per fornire, sia agli uomini e sia alle donne, degli ottimi risultati estetici. Infatti, la rinoplastica è divenuta, molto rapidamente, uno tra i più comuni interventi di chirurgia plastica nel nostro tempo, anche perché offre la garanzia di poter avere un naso bello e corretto, ovvero quel fondamentale prerequisito per avere un viso armonioso e proporzionato.

Tra le principali peculiarità proposte dalla rinoplastica, vi sono diversi fondamentali aspetti come, per esempio, l’opportunità di poter andare a migliorare uno sproporzionato aspetto del proprio naso e non solo. Non a caso, si può ricorrere ad un intervento di rinoplastica anche per dei problemi respiratori, in caso di lesioni, così come per migliorare eventuali difetti congeniti.

Oggi come oggi, la rinoplastica viene ad essere considerata come una operazione non particolarmente difficile dal punto di vista tecnico. Seppure presenti una vasta gamma di sfumature tecniche, vi è un nutrito numero di chirurghi in grado di saperle padroneggiare con sicurezza al fine di assicurare degli ottimi risultati sotto ogni aspetto.

Quindi, andando a concludere, la rinoplastica è un eccezionale metodo innovativo per la chirurgia nasale, fondamentale per le correzioni funzionali del naso e per correzioni estetiche.…

Chi non ama comprare vestiti

Quale donna non ama spendere un pomeriggio passeggiando in centro, tra i negozi. Lo shopping è l’hobby per eccellenza di una donna, in fin dei conti. E questo luogo comune nasce dal fatto che tutto ciò probabilmente è vero nella stragrande maggioranza dei casi: mi basta pensare alle mie amiche e subito mi vengono in mente i bellissimi vestiti, all’ultima moda, che indossano. Mi capita spesso di ritrovarmi nella situazione di guardarmi e paragonare quello che ho io addosso a ciò che vestono le amiche che ho davanti, quando ci incontriamo.

Non penso di essere totalmente priva di stile, ma credo che in molti la vedano così. In fondo, per me, non è sempre una questione di vita o di morte trovare l’abbigliamento perfetto prima di uscire di casa; al contrario, alle volte, indosso semplicemnte i primi vestiti che ho trovato sulla mia strada. Eppure, ripeto, non credo di non avere un mio stile, penso piuttosto che le mie scelte d’abito riflettano esattamente la mia personalità. Quando si tratta di andare a comprare vestiti, cerco di impiegarci il meno possibile, di solito puntando direttamente a quei negozi che so avere capi che mi piacciono, poi scelgo rapidamente (alle volte senza neanche provarli prima) e compro quelle due, tre cose che ero venuta a cercare con il risultato, purtroppo, a volte, che non vestirò mai un certo capo d’abbigliamento… Inoltre, ci sono periodi in cui mi interesso a quello che metto, e quindi scelgo i vestiti da indossare con una certa cura, ed altri periodi durante i quali uscirei ogni giorno in tuta da ginnastica.

Non c’è niente di sbagliato, secondo me, nell’essere poco eleganti (se di eleganza di tratta), quello che più conta è essere sé stessi anche fuori. Io sono esattamente così e credo che le persone mi trovino trasparente anche per questo, è facile leggermi ed io non lo nascondo. E devo dire che sto molto bene! Da quando ho smesso di dare peso ai vestiti che mi metto, sto sicuramente meglio e sono assolutamente convinta che non tutte le donne che sono assillate dal bisogno di avere abiti perfetti sempre lo facciano per un loro desiderio innato, ma piuttosto, che si sentano costrette dai dettami della società ad adeguarsi ad uno standard che io ritengo ridicolo. Anche perché, poi, si rischia di diventare uguale a tutti gli altri: quello che si vende nei negozi quest’anno – e che l’anno prossimo sarà fuori moda e, quindi, un’offesa al buon gusto osare mettere ancora – è più o meno uguale ovunque. Io preferisco mettere quello che trovo bello su di me, quando lo trovo bello su di me. Mia madre mi dice sempre che io arrivo alla moda con cinque anni di ritardo, pensando di offendermi così da farmi “adeguare”, ma io, in un certo qual modo, ne vado orgogliosa e ancora di più valorizzo le mie scelte differenti in fatto di vestiti.…

Qual è la differenza tra chirurgia plastica e chirurgia estetica?

Anche se può sembrare che non vi siano differenze, in realtà chirurgia plastica e chirurgia estetica sono due cose ben diverse. Seppure la chirurgia plastica sia un termine che include la chirurgia ricostruttiva e la chirurgia estetica, in effetti, la fondamentale differenza tra i due tipi di interventi si va a identificare nella loro effettiva applicazione.

In pratica, con chirurgia plastica si identifica un tipo di intervento prettamente ricostruttivo, mentre nel secondo caso si andrà a procedere con una tipologia di intervento volto a modificare l’aspetto del corpo a meri fini estetici. La chirurgia plastica, di conseguenza, mira a curare una patologia. In altre parole, cerca di riportare ad una situazione normale, ad esempio, un paziente che è rimasto bruciato oppure sfigurato.

La chirurgia estetica, invece, interviene, fondamentalmente, su pazienti sani, i quali mirano a migliorare significativamente la qualità della vita attraverso interventi che cambiano il loro aspetto fisico. I primi interventi di chirurgia plastica sono risalenti alla prima metà dell’Ottocento, ed erano eseguiti come procedura volta a poter ridare un aspetto naturale a soggetti rimasti gravemente sfigurati a seguito di incidenti o altri disastri.

Le tecniche ricostruttive come, ad esempio, l’innesto di arto e pelle e la ricostruzione facciale, sono state sviluppate durante la prima guerra mondiale per migliorare la salute e la qualità della vita di molti soldati. Nel corso del tempo, le tecniche sono migliorate così tanto che è diventato possibile modificare quasi tutte le parti del corpo.

In pratica, sulla base dell’esperienza accumulata nel tempo, si sono andate a gettare le solide basi su cui si è andata a sviluppare la, chirurgia plastica, ovvero di quella tipologia di intervento, accessibile a tutti i pazienti, i quali volevano migliorare il loro aspetto fisico e raggiungere il loro ideale di bellezza. Non a caso, tra i principali trattamenti in campo estetico, troviamo interventi volti a far aumentare il seno, di lifting, di liposuzione e di rinoplastica.

In conclusione, la grande differenza tra chirurgia plastica e chirurgia estetica è la ragione per cui il paziente subisce un intervento chirurgico, ossia nel caso di una ricostruzione facciale in seguito a un incidente automobilistico è considerata chirurgia plastica, visto che la tipologia di intervento è svolta al fine di far sì che il ferito possa riacquistare, per esempio, un volto normale, mentre quando si tratta di iniezioni di lifting o di botox a un paziente che vuole un aspetto più giovane, la chirurgia o la procedura sono considerate estetiche.…

Con la puericultrice la tranquillità è assicurata

Il tema riguardante l’assistenza alla neo mamma e al suo bambino è di particolare importanza. Uno dei soggetti esterni che può agevolare un sano sviluppo del bimbo e fornire, nel contempo, un più che valido sostegno alla madre, è proprio la figura della puericultrice.

Questa importante figura ricopre un ruolo determinante nel supportare i neo genitori fornendo una assistenza professionale nei confronti di bambini che, in linea generale, arrivano ai sei anni di età.

Istituita nel 1940 tramite un Regio Decreto, la figura professionale della puericultrice è riconosciuta dal Ministero della Salute. Grazie alla sua formazione, è in grado di poter operare in vari ambiti come, ad esempio, quello domiciliare, quello sanitario e quello socio educativo.

Ma come può la puericultrice aiutare nello specifico una mamma e il suo bambino?

È bene ricordare che la puericultrice proprio in virtù della sua specifica preparazione, può fornire un più che valido sostegno alle neo mamme.
Infatti, grazie ad essa si potrà superare il periodo noto come post partum, una fase che sovente richiede degli aspetti di assistenza di rilevanza tanto per la mamma quanto per il neonato. La puericultrice potrà assistere la neo mamma ad affrontare gli stati depressivi legati al post partum, ma anche possibili difficoltà nell’allattamento e crisi di stanchezza.

Nei confronti del neonato la puericultrice fornirà tutto il suo bagaglio di esperienza nel controllare, ad esempio, la capacità di alimentarsi, il ritmo sogno veglia. Uno dei mezzi più pratici e sicuri per cercare una valida puericultrice è quello di rivolgersi ad una agenzia online, struttura perfetta per chi cerca una puericultrice.…